Volksbank: Risultati al 31 dicembre 2019 (in italienischer Sprache)

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Volksbank: Risultati al 31 dicembre 2019 (in italienischer Sprache)

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Veröffentlicht am 07/02/2020 um 12:00 Uhr

Risultati al 31 dicembre 2019

Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di Volksbank, che ha approvato gli schemi del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2019.
Volksbank: Risultati al 31 dicembre 2019 (in italienischer Sprache)

Forte solidità patrimoniale: coefficienti patrimoniali in significativa crescita e ampiamente superiori ai minimi richiesti:

  • Core Tier 1 ratio 12,8% rispetto al 11,2% del 2018;
  • Total Capital Ratio al 15,0% rispetto al 13,3% del 2018;
Redditività sostenibile, con proventi operativi netti:
  • in crescita nell’anno a 293,9 milioni, +4,5% rispetto ai 281,2 milioni del 2018, nonostante il contesto macroeconomico non favorevole;
  • nel 2° semestre a 146,7 milioni, pienamente in linea con il 1° semestre.
Costi operativi:
  • nell’esercizio in diminuzione a 180,7 milioni, -1,2% rispetto ai 182,9 milioni del 2018;
  • nel 2° semestre a 91,4 milioni, +2,3% rispetto ai 89,4 milioni del 1° semestre.
Risultato della gestione operativa:
  • in crescita a 113,1 milioni, +15,0% rispetto ai 98,4 milioni del 2018.
Risultato corrente al lordo delle imposte:
  • in contrazione nell’esercizio, a fronte di accantonamenti su crediti particolarmente prudenziali, a 13,7 milioni, -73,8% rispetto ai 52,4 milioni del 2018;
  • nel 2° semestre in crescita a 22,5 milioni, rispetto ai -8,7 milioni del 1° semestre.
Impairment del goodwill:
  • svalutazione prudenziale integrale di 99,6 milioni di euro, con impatto solo sulle scritture contabili e nessun riflesso su cash-flow, liquidità, solidità, coefficienti patrimoniali e redditività prospettica a fronte di operazioni prevalentemente (60%) carta contro carta.
Risultato netto post impairment del goodwill:
  • utile del 2° semestre a +17,2 milioni, rispetto ai –101,5 milioni del 1° semestre,
  • utile d’esercizio a -84,4 milioni, rispetto ai +34,3 milioni del 2018.

 

Il Presidente Otmar Michaeler commenta così i risultati dell’esercizio 2019 di Volksbank: “La Banca chiude l’esercizio con i principali indicatori in crescita. La Banca conferma livelli di patrimonializzazione ampiamente superiori ai minimi richiesti ed in significativa crescita, il rafforzamento dei presidi sul rischio di credito superiori agli obiettivi, la crescita dei ricavi e del risultato operativo confermano la capacità reddituale ed il posizionamento della Banca come punto di riferimento del territorio a sostegno delle famiglie e delle imprese”.
Il direttore Generale Johannes Schneebacher rileva che “il rafforzamento della qualità degli attivi è stato realizzato tramite l’incremento dei presidi prudenziali sul rischio di credito e interventi mirati sullo stock di NPL, raggiungendo tassi di copertura dei deteriorati e NPL ratio ai livelli delle migliori banche del sistema”.

“L’integrale rettifica dell’avviamento, in ottica fortemente prudenziale (99,6 milioni), ha un impatto puramente contabile, senza effetti sulla redditività reale e sui coefficienti patrimoniali (Core Tier 1 e Total Capital). L’utile netto del secondo semestre di 17 milioni, conferma la capacità reddituale caratteristica consolida la posizione di Volksbank quale principale operatore regionale del nord-est.”

Robusto utile del secondo semestre a +17,2 milioni a fronte dei -101,5 milioni nel primo semestre principalmente per effetto della svalutazione dell’avviamento e delle rettifiche prudenziali su crediti.

Solidità patrimoniale

  • i coefficienti patrimoniali stimati applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 confermano la solida posizione patrimoniale: il CET 1 Ratio cresce al 12,8% rispetto al 11,2% a fine 2018 ed il Total Capital Ratio cresce al 15,1% rispetto al 13,3% a fine 2018, entrambi ampiamente superiori ai requisiti minimi.

Crescita del risultato della gestione operativa pari al +15,0% nell’esercizio rispetto al 2018 derivante principalmente da:

  • aumento del margine finanziario, con una crescita del margine d’interesse a 174,9 milioni (+5,8%) contro i 165,4 milioni del 2018;
  • riduzione dei costi operativi a 180,7 milioni (-1,2%);
  • fficienza in ulteriore miglioramento, evidenziata dal cost/income in diminuzione al 61,5% (era 65,0% a fine 2018).

Rafforzamento degli attivi di bilancio, in particolare mediante:

  • stanziamenti a fronte dei rischi creditizi per complessivi 97,5 milioni circa, (circa 35,9 milioni di rafforzamento delle coperture sui crediti UTP), a fronte di:

- robusta riserva sui crediti in bonis di 57,8 milioni, pari a 83 centesimi e superiore di 33 centesimi alla media del sistema (1);
- un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati cresciuto nell’anno al 53,2% rispetto al 44,0% dell’esercizio precedente.

L’azione di rafforzamento della qualità del credito posiziona la banca su valori ampiamente superiori rispetto alla media del sistema:

  • gestione proattiva del portafoglio dei crediti deteriorati:

- riduzione del -16,2% dello stock lordo dei deteriorati a 555,0 milioni, rispetto ai 662,5 milioni del 31 dicembre 2018;
- al netto delle rettifiche di valore lo stock dei deteriorati diminuisce del -30,0% rispetto a fine 2018, grazie ai significativi presidi sul rischio di credito registrati nell’esercizio;
- il flusso dei nuovi crediti deteriorati è di 163,4 milioni e pari al 2,2% del totale crediti lordi a bilancio;
- incidenza dei crediti deteriorati lordi su impieghi lordi (NPL Ratio) pari al 7,3%, in significativa diminuzione rispetto all’8,7% del 2018 (sofferenze lorde al 4,9% contro il 5,4% del 2018, inadempienze probabili lorde al 2,3% contro il 3,3% del 2018);
- la riduzione dello stock dei deteriorati del -16,2% da fine 2018 e del 42,2% da fine 2017, realizza nei 12 mesi circa il 47,4% del piano di riduzione previsto per il triennio 2020-2022.

Il modello di business focalizzato sulla centralità del rapporto con la clientela assicura la crescita dei principali aggregati caratteristici:

  • impieghi netti in bonis a clientela in crescita anno su anno del 1,61% a 6.878,7 milioni, rispetto ai 6.769,7 milioni di fine 2018;
  • raccolta diretta da clientela in crescita anno su anno del +9,2% a 7.592,1 milioni (depositi e conti correnti +5,7%);
  • raccolta indiretta, al netto delle azioni della Banca, in crescita del +11,6% a 3.226,3 milioni (erano 2.892,2 milioni a fine 2018);
  • masse amministrate in crescita di 981,5 milioni a 18,6 miliardi, contro i 17,6 miliardi di fine 2018;
  • crescita equilibrata delle componenti di raccolta ed impiego: crediti lordi a clientela/raccolta diretta da clientela retail al 110,3%.

Criteri di estrema prudenza adottati nel bilancio 2019 per l’impairment test:

  • in considerazione dell’evoluzione dei tassi di mercato e dei prevedibili scenari attesi, già al 30 giugno è stato effettuato un impairment del goodwill, ossia un ammontare di rettifiche di valore dell’avviamento, di significativa entità (99,6 milioni, pari al 100% del suo ammontare complessivo), a fronte di operazioni prevalentemente carta contro carta (60% circa), che per la Banca ha peraltro effetti solo sulle scritture contabili e nessun impatto sul cash-flow, sulla liquidità, sulla solidità patrimoniale e sui coefficienti Core Tier 1 e Total Capital e nessuna influenza sulla redditività prospettica, come evidenziato dall’utile netto di 17,2 milioni del secondo semestre.

(1) cfr. Banca d’Italia, Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, Numero 2/2019, Novembre, Qualità del credito: importi, incidenze e tassi di copertura dei crediti deteriorati, rilevati al 30 giugno 2019.

Solida posizione di liquidità e funding:

  • LCR oltre il 170%, largamente superiore al 100% previsto come target a regime di Basilea 3;
  • NSFR calcolato secondo la regolamentazione Basilea III oltre il 110%, largamente superiore al 100% previsto come target a regime di Basilea 3.

Volksbank si conferma facilitatore della crescita del territorio:

  • Costante supporto all’economia reale circa 180 aziende e 60 fra persone fisiche e ditte individuali riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2019.

 

L’ANDAMENTO ECONOMICO DELLA GESTIONE

Il conto economico registra interessi netti pari a 174,9 milioni, in aumento del 5,8% rispetto ai 165,4 milioni del 2018. In presenza di tassi di interesse che si sono mantenuti per tutto l’esercizio a livelli di minimo storico, il risultato è stato condizionato dai minori interessi sulle attività deteriorate conseguenti alla gestione proattiva degli NPL ed in particolare alla cessione di sofferenze.

L’apporto al margine interessi derivante dall’operatività con la clientela è stato pari a 151,6 milioni. Gli interessi netti sulle attività finanziarie si sono attestati a 25,0 milioni. Gli interessi netti sull’interbancario hanno presentato un saldo di -1,7 milioni, beneficiando di una contenuta onerosità della provvista interbancaria.

Le commissioni nette sono pari a 89,5 milioni, sostanzialmente invariate rispetto agli 89,1 milioni del 2018. In dettaglio, si registra un calo del 3,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 11,2% delle commissioni da attività di intermediazione e consulenza (prodotti assicurativi, collocamento titoli), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 7,6% e quella relativa ai prodotti assicurativi sale del 17,9%.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 7,1 milioni, rispetto ai 4,2 milioni del 2018. Il contributo delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si attesta, per il 2019 a 7,3 milioni, contro gli 1,6 milioni del 2018.

La componente relativa al risultato netto dell’attività di negoziazione a +4,0 milioni, in crescita del +40,6% rispetto ai 2,8 milioni del 2018. La componente relativa al risultato netto delle altre attività e passività valutate al fair value si attesta a -4,2 milioni, rispetto al risultato di -1,2 milioni del 2018.

Gli altri proventi e oneri di gestione netti si attestano a 19,9 milioni, sostanzialmente invariati rispetto ai 19,3 milioni dell’esercizio precedente (+3,0%).

L’aggregato degli altri proventi operativi registra pertanto un risultato pari a 116,5 milioni, in crescita del +3,4% rispetto ai 112,7 milioni del 2018.

I proventi operativi netti sono pari a 293,9 milioni, in crescita del +4,5% rispetto ai 281,2 milioni del 2018.

I costi operativi ammontano a 180,7 milioni, in calo del –1,2% rispetto ai 182,9 milioni del 2018, per effetto del contenimento delle spese per il personale (a 94,6 milioni e in calo del –3,8% rispetto ai 98,3 milioni del 2018) e delle spese amministrative che si attestano a 72,7 milioni (+3,3% rispetto ai 70,4 milioni del 2018). Relativamente a queste ultime, si registra l’effetto, pari a 4,4 milioni, derivante dall’applicazione dello IFRS 16, che ha comportato la rilevazione degli oneri relativi agli immobili in affitto nella voce “Rettifiche di valore su attività materiali”, precedentemente rilevati nelle “Altre spese amministrative”.

Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali si attestano a 13,5 milioni, in calo rispetto ai 14,2 milioni del 2018.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 113,1 milioni, in aumento del +15,0% rispetto ai 98,4 milioni del 2018. Il cost/income ratio nel 2019 è pari al 61,5%, rispetto al 65,0% del 2018.

Le rettifiche di valore nette su crediti e altre operazioni finanziarie sono pari a 97,5 milioni, rispetto ai 43,8 milioni del 2018. Le rettifiche di valore nette su altre attività sono positive e pari a 4,0 milioni, in crescita rispetto ai 0,7 milioni del 2018. Gli accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri si attestano a 7,2 milioni, in crescita rispetto ai 5,1 milioni del 2018.

Il risultato netto da cessione di partecipazioni ed investimenti è pari a 1,3 milioni, in calo rispetto ai 2,2 milioni del 2018.

Il risultato corrente lordo è pari a 13,7 milioni, rispetto ai 52,4 milioni del 2018.

I tributi ed oneri riguardanti il sistema bancario al netto delle imposte sono pari a 6,4 milioni, in crescita del +5,9% rispetto ai 6,1 milioni del 2018. In particolare essi derivano da oneri per 3,4 milioni (4,6 milioni prima delle imposte) relativi ai contributi al fondo di risoluzione e per 3,1 milioni (4,2 milioni prima delle imposte) relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi.

Nel 2018 i contributi al fondo di risoluzione sono stati pari a 4,8 milioni (3,5 milioni al netto delle imposte) mentre i contributi al fondo di garanzia dei depositi sono stati pari a 3,4 milioni (2,5 milioni al netto delle imposte).

Il risultato netto dell’esercizio prima della rettifica dell’avviamento è pari a 3,0 milioni. Nel secondo semestre il risultato è pari a 17,1 milioni.

La rettifica dell’avviamento, al netto delle imposte, è pari a 87,4 milioni.

Il risultato netto dopo la svalutazione dell’avviamento è pari a -84,4 milioni.

 

L’EVOLUZIONE DEI PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

Al 31 dicembre 2019 i finanziamenti a clientela sono pari a 7,3 miliardi, sostanzialmente invariati rispetto al 2018.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 10,7 miliardi, in aumento del +10,9% rispetto ai 9,7 miliardi di fine 2018. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta bancaria diretta ammonta a 6,9 miliardi, in aumento del +11,7% rispetto ai +6,2 miliardi del 31 dicembre 2018. La raccolta indiretta ammonta a 3,8 miliardi, in crescita del +9,4% rispetto a fine 2018. Al netto delle azioni Volksbank in portafoglio, la raccolta indiretta aumenta del +11,6% a 3,2 miliardi, rispetto ai 2,9 miliardi di fine 2018.

In particolare, l’ammontare della raccolta amministrata relativa ai prodotti di terzi è pari a 2,6 miliardi, in crescita del +13,5% rispetto ai 2,3 miliardi del 31 dicembre 2018. La raccolta amministrata relativa alla componente titoli di terzi (escluse le azioni Volksbank)
è pari a 585,1 milioni, in aumento del +3,7% rispetto ai 564,3 milioni del 31 dicembre 2018.

Il complesso dei crediti deteriorati ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 259,6 milioni, in diminuzione del –30,0% rispetto ai 370,8 milioni del 31 dicembre 2018. In quest’ambito, i crediti in sofferenza netti sono pari a 142,8 milioni, in calo del –21,2% rispetto ai 181,3 milioni del 31 dicembre 2018, con un’incidenza sui crediti complessivi netti pari al 2,0% (2,5% al 31 dicembre 2018), e un grado di copertura al 61,3% (55,5% a fine 2018). La riduzione è da ricondursi all’impatto delle cessioni di crediti deteriorati effettuate. Le inadempienze probabili nette diminuiscono a 110,8 milioni da 183,3 milioni di dicembre 2018, e i crediti scaduti/sconfinanti netti ammontano a 6,0 milioni rispetto a 6,1 milioni a fine 2018.

L’ammontare dei crediti deteriorati lordi è di 555,0 milioni, -16,2% da inizio anno, con una componente di sofferenze pari a 369,2 milioni (-9,5%); tali importi risultano rispettivamente pari al 7,3% (era 8,7% a fine 2018) e al 4,9% (era 5,4% a fine 2018) del totale dei crediti lordi verso clientela.
I livelli di copertura sono stati rafforzati in tutti i principali comparti. Come detto, il tasso di copertura delle sofferenze si attesta al 61,3% (era al 55,5% a fine 2018), il tasso di copertura delle inadempienze probabili sale al 37,8% (era al 26,1% a fine 2018), ed il tasso di copertura dei crediti deteriorati è pari al 53,2% (era pari al 44,0% a fine 2018).

Le attività finanziarie al costo ammortizzato diverse dai finanziamenti ammontano complessivamente a +1.7 miliardi, in crescita del +38,0% rispetto agli 1,2 miliardi di fine 2018. Le attività finanziarie al fair value con impatto a conto economico sono pari a 112,6 milioni rispetto ai 242,2 milioni di fine 2018.

Le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano complessivamente a 629,2 milioni, in diminuzione del –24,1% rispetto ai 829,1 milioni di fine 2018.

Le attività materiali ed immateriali ammontano a 151,4 milioni, in calo del –35,4% rispetto ai 234,5 milioni di fine 2018. Le attività fiscali sono sostanzialmente invariate e pari a 175.0 milioni, mentre i gruppi di attività in corso di dismissione sono pari a 17,3 milioni e si riferiscono a immobili.

 

I FONDI PROPRI ED I REQUISITI PATRIMONIALI

I requisiti patrimoniali da rispettare al 31 dicembre 2019, comprensivi della Capital Guidance, in termini di Common Equity Tier 1 Ratio, TIER 1 Ratio e Total Capital Ratio risultano pari rispettivamente a 7,7%, 9,438% e 11,75% secondo i criteri in vigore per il 2019. Gli aggregati di vigilanza, determinati sulla base della metodologia standard di Basilea III, evidenziano il mantenimento di valori ampiamente superiori ai requisiti minimi prudenziali:

  • CET 1 Ratio “IFRS 9 phased-in” stimato pari al 12,8% e “IFRS 9 fully phased” stimato pari al 12,0%, in significativa crescita rispetto ai valori del 31 dicembre 2018 pari rispettivamente al 11,2% e 10,4%;
  • TIER 1 Ratio “IFRS 9 phased-in” stimato pari al 12,8% e “IFRS 9 fully phased” stimato pari al 12,0%, in significativa crescita rispetto ai valori del 31 dicembre 2018 pari rispettivamente al 11,2% e 10,4%;
  • Total Capital Ratio “IFRS 9 phased-in” stimato pari al 15,0% e “IFRS 9 fully phased” stimato pari al 14,3%, in significativa crescita rispetto ai valori del 31 dicembre 2018 pari rispettivamente al 13,3% e 12,4%.

 

LA LIQUIDITÀ

La situazione di liquidità a fine 2019 evidenzia liquidità più che adeguata:

  • attività prontamente disponibili, inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale (ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 1.217 milioni;
  • operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti mediamente pari nel 2019 a 1.033 milioni (1.008 milioni mediamente nel 2018), costituite al 96,8% dalle operazioni TLTRO con scadenza quadriennale;
  • fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta bancaria e da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 72,9% dalla componente retail;
  • raccolta a medio e lungo termine per circa 813 milioni nel 2019, di cui oltre 435 milioni relativi alla componente wholesale;

I Ratio di liquidità sono ampiamente superiori ai requisiti normativi:

  • LCR oltre il 170%, largamente superiore al 100% previsto come target a regime di Basilea 3;
  • NSFR calcolato secondo la regolamentazione Basilea III oltre il 110%, largamente superiore al 100% previsto come target a regime di Basilea 3.

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Al 31 dicembre 2019 la struttura operativa si articola in 160 sportelli bancari e 1.278 persone.

Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel 2019, si allegano i prospetti del conto economico e dello stato patrimoniale riclassificati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione, incaricata della revisione contabile del bilancio d’esercizio, non ha ancora completato il proprio esame.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alberto Caltroni, dichiara, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 58/1998, che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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Il presente comunicato e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di, né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra. Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura della società e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri. A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità della Società di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base. Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione della Società alla data odierna. La Società non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili alla Società o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Tabella STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO / CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO vedasi Download sotto