Il Consiglio di amministrazione di Volksbank approva la semestrale con un utile netto di 15,3 milioni di euro (*)

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Il Consiglio di amministrazione di Volksbank approva la semestrale con un utile netto di 15,3 milioni di euro (*)

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Pubblicato il 10/08/2018

Michaeler: “Eccellente risultato e buona base per il bilancio di fine anno”

Il Consiglio di amministrazione di Volksbank approva la semestrale con un utile netto di 15,3 milioni di euro (*)

Utile netto: pari a 15,3 milioni e +37,8% rispetto agli 11,1 milioni del primo semestre 2017

Proventi operativi: pari a 142,4 milioni e +2,7% rispetto ai 138,7 milioni del primo semestre 2017

Oneri operativi: pari a 97,7 milioni vs i 95,7 milioni del primo semestre 2017, principalmente per effetto di componenti one-off

Impieghi netti a clientela: pari a 6.892,9 milioni. Rispetto a dicembre 2017:

  • Impieghi in bonis in crescita del +2,6% (+164,5 milioni)
  • Crediti deteriorati in calo del -6,6% (-19,9% e -107,8 milioni rispetto a fine 2017 ante IFRS 9)

Crediti deteriorati: Avanzata realizzazione di ulteriori interventi di riduzione dei deteriorati che si aggiungono alla performance del primo semestre:

  • cessione di crediti deteriorati chirografari per circa 36,5 milioni lordi già realizzate nel mese di luglio;
  • ulteriore cessione di crediti ipotecari in stato avanzato di esecuzione, da completarsi nel secondo semestre, per ulteriori 131,7 milioni lordi

Incidenza dei crediti deteriorati lordi: Pari all’11,7%, in diminuzione rispetto al 13,0% di fine 2017 (ante IFRS 9). Includendo le cessioni del secondo semestre il dato pro-forma scende al 9,5%

Coverage: Importante incremento delle coperture dei crediti deteriorati:

  • Copertura dei deteriorati al 50,0% rispetto al 43,5% del 31 dicembre 2017 (ante IFRS 9)
  • Copertura delle sofferenze al 60,7% rispetto al 53,7% del 31 dicembre 2017 (ante IFRS 9)

Requisiti prudenziali: CET 1 Ratio phased-in al 10,5% e total capital ratio phased-in al 12,1%

Liquidità: eccellente posizione con attività stanziabili libere per circa 1,5 miliardi.

In data odierna, sotto la presidenza di Otmar Michaeler, il Consiglio di Amministrazione di Volksbank ha approvato la situazione semestrale al 30 giugno 2018.

L’utile netto del primo semestre 2018 ammonta a 15,3 milioni pari ad un incremento del 37,8% conferma il supporto che la Banca offre alla clientela di riferimento, in grado di sostenerne la crescita anche in fasi di particolare volatilità ed incertezza.

Volksbank conferma il proprio punto di forza nei rapporti con la clientela, con masse amministrate che raggiungono i 17,8 miliardi, per effetto di una crescita significativa in tutti gli aggregati di impieghi e raccolta espressione del potenziale commerciale della rete.

Importanti risultati sono stati inoltre ottenuti nel comparto dei crediti deteriorati, con un ratio lordo pari all’ 11,7%. Con le ulteriori cessioni pianificate nel secondo semestre tale valore è destinato a scendere al di sotto della soglia del 10%.

Il Presidente Otmar Michaeler evidenzia che “l’utile semestrale è un ottimo risultato, del quale possiamo essere particolarmente orgogliosi. La Banca rafforza ulteriormente il proprio posizionamento come banca regionale di riferimento. In Veneto, particolarmente nella provincia di Vicenza, abbiamo rafforzato la nostra azione commerciale, con risultati incoraggianti in termini di quote di mercato, ponendoci come valida alternativa alle banche tradizionali locali. Si conferma la capacità di crescita organica di Volksbank e la creazione di valore per gli azionisti, in linea con gli obiettivi pianificati. Il primo semestre offre un buon contributo ai risultati attesi per fine 2018”.

Il Direttore Generale Johannes Schneebacher rileva come “nel primo semestre abbiamo realizzato importanti risultati sul fronte commerciale. Di particolare soddisfazione è stato il risultato di una crescita del business e contestuale mantenimento di adeguati margini reddituali. Abbiamo ulteriormente migliorato gli attivi di bilancio tramite importanti azioni di riduzione del rischio dei crediti deteriorati. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati è pari al 50%. Abbiamo definito un percorso di ulteriore riduzione dei deteriorati lordi il cui ratio dovrebbe scendere al di sotto del 10% entro fine anno. Queste azioni realizzano i presupposti per le importanti ed ulteriori azioni di contenimento del rischio previste nel secondo semestre e per il rafforzamento della capacità reddituale”.

Principali aggregati patrimoniali

  • Impieghi netti a clientela a 6.892,9 milioni, di cui 6.458,3 milioni in bonis (+2,6% rispetto al 31 dicembre 2017), con una crescita significativa a conferma della vicinanza della Banca alla propria clientela di riferimento. I crediti deteriorati netti si riducono del -19,9% rispetto al 31 dicembre 2017 (ante IFRS 9) per effetto principalmente delle rettifiche IFRS 9, oltre all’attività di work-out interno;
  • Raccolta diretta da clientela +1,6% a 7.461,6 milioni (7.341,7 milioni a fine dicembre 2017), confermando il trend crescente della raccolta “core” dei conti correnti e depositi a vista (+6,6% e +373,1 milioni rispetto a fine esercizio) e alla riduzione delle emissioni obbligazionarie e certificati di deposito (-6,4% e – 60,6 milioni), proseguendo nella sostituzione di forme di raccolta più onerose con quelle meno onerose;
  • Masse amministrate in crescita del +1,7% a 17,8 miliardi (17,5 miliardi a fine dicembre 2017).

Principali voci di conto economico

  • Margine di interesse a 82,9 milioni (+7,8% rispetto al 30 giugno 2017). Al netto delle riclassifiche IFRS 9 e degli interessi su finanziamenti TLTRO-II tale dato si attesta a 73,1 milioni rispetto ai 73,6 milioni del primo semestre 2017;
  • Proventi operativi netti in crescita del +2,7% a 142,4 milioni, rispetto ai 138,7 milioni del primo semestre 2017;
  • Oneri operativi (al netto dei tributi ed oneri relativi al sistema bancario) a 97,8 milioni, contro i 95,7 milioni del 30 giugno 2017 (+2,2%);
  • Risultato della gestione operativa a 44,6 milioni, in crescita del +3,8% rispetto ai 43,0 milioni del 30 giugno 2017;
  • Rettifiche nette su finanziamenti alla clientela pari a 17,1 milioni che, al netto delle riclassifiche IFRS 9, si attestano a 9,3 milioni, rispetto a 21,2 milioni dei primi sei mesi del 2017. Il livello delle rettifiche su crediti riflette un approccio valutativo rigoroso, che beneficia dell’importante azione di de-risking effettuata in FTA IFRS 9 per complessivi 64,3 milioni, al fine di mantenere elevati livelli di copertura anche finalizzati a cogliere eventuali ulteriori opportunità per l’accelerazione del processo di riduzione degli aggregati;
  • Utile netto pari a 15,3 milioni, che si confronta con un utile di 11,1 milioni del primo semestre 2017.

Posizione patrimoniale

  • CET 1 ratio regolamentare all’ 11,4%;
  • Total capital ratio regolamentare al 13,0%;
  • CET 1 ratio “fully phased” al 10,5%
  • Total capital ratio “fully phased” al 12,1%

Qualità del credito

  • Stock crediti deteriorati netti pari a 434,7 milioni, con una riduzione del -19,9% e di -107,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2017 (ante IFRS 9).

Coverage

  • Crediti deteriorati: 50,0% contro il 43,5% del 2017;
  • Sofferenze: 60,7% contro il 53,7% del 2017.

Profilo di liquidità

  • Unencumbered eligible assets al 30 giugno 2018 pari a 1.457,9 milioni (14,7% del totale attivo), composti al 76,9% da Titoli di Stato, che garantiscono ampia flessibilità nella gestione delle fonti di funding.
  • LCR > 160% e NSFR > 110%.


Prima applicazione del principio contabile IFRS 9 relativo agli strumenti finanziari
La prima applicazione del principio contabile IFRS 9 alla data del 1 gennaio 2018 ha comportato una riduzione del patrimonio netto contabile per complessivi 44,1 milioni al netto dell’effetto fiscale (60,9 milioni al lordo dell’effetto fiscale) derivante principalmente dall’applicazione del nuovo modello di impairment sui crediti, che ha impattato per 64,3 milioni. L’impatto sui requisiti prudenziali sarà diluito nell’ambito di un orizzonte temporale di 5 anni per effetto dell’esercizio dell’opzione per l’applicazione della disciplina transitoria introdotta con l’art. 473a del CRR.

I risultati di conto economico del primo semestre 2018
Gli interessi netti ammontano a 82,9 milioni, in aumento del 7,8% rispetto ai 76,9 milioni del primo semestre 2017. Il dato non è pienamente confrontabile con quello del precedente esercizio, in quanto - a seguito dell’applicazione dell’IFRS 9 – il margine di interesse è influenzato dalla riclassifica negli interessi attivi dell’effetto positivo di “reversal” delle riprese da attualizzazione delle sofferenze che, precedentemente, erano registrate fra le rettifiche nette su crediti e dalla riclassifica negativa dovuta al calcolo degli interessi su posizioni deteriorate basato sul valore al netto delle rettifiche e non sul valore contrattuale. Al netto di tali riclassifiche, complessivamente positive per 7,8 milioni, il margine si attesta a 75,1 milioni rispetto al dato di 76,8 milioni del 1° semestre 2017, confermando la tenuta della redditività caratteristica.

I dividendi e il risultato netto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto sono positivi per 2,0 milioni, in crescita rispetto agli 1,3 milioni del primo semestre 2017.

Il margine finanziario si attesta a 84,9 milioni, in crescita del +8,6% rispetto ai 78,2 milioni del primo semestre 2017.

Le commissioni nette sono pari a 43,1 milioni, sostanzialmente invariate rispetto ai 43,3 milioni del primo semestre 2017, in un contesto di mercato caratterizzato da un trend negativo, soprattutto i mesi di maggio e giugno, per effetto delle note turbolenze connesse ai Titoli di Stato italiani e ai mercati azionari internazionali.

In dettaglio, si registra una crescita del +5,7% delle commissioni da servizi di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito la componente relativa a collocamento titoli scende del – 4,4%, mentre crescono del +44,0% quella relativa e distribuzione di prodotti Bancassurance e del +3,2% quella relativa a carte di credito e prodotti assimilabili.

Registrano una diminuzione del – 2,5% le commissioni su tenuta e gestione di conti correnti e rapporti verso la clientela, una crescita del +0,4% delle commissioni da servizi di incasso e pagamento, ed una riduzione, rispettivamente del – 2,2% e del – 8,8% delle commissioni su garanzie rilasciate e sul “altri servizi”.

Il risultato netto finanziario, è pari a 4,6 milioni, in calo del -25,1% rispetto ai 6,1 milioni del primo semestre 2017. In particolare l’attività di negoziazione evidenzia un risultato di 1,3 milioni, in calo del – 7,4% rispetto al primo semestre 2017, gli utili netti da realizzo di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono pari a 1,4 milioni, in calo rispetto ai 4,6 milioni del primo semestre 2017, mentre il risultato netto delle attività finanziarie valutate obbligatoriamente al fair value è pari a 1,7 milioni, in crescita rispetto al risultato negativo di – 0,1 milioni del primo semestre 2017.

Gli altri proventi netti di gestione ammontano a 9,8 milioni, in calo del – 11,1% rispetto agli 11,0 milioni del primo semestre 2017.

I proventi operativi netti si attestano a 142,4 milioni, in crescita del +2,7% rispetto ai 138,7 milioni del primo semestre 2017.

Nel comparto degli oneri operativi si registra il calo del – 2,5% delle spese del personale, pari a 50,5 milioni, rispetto ai 51,8 milioni del primo semestre 2017, principalmente per effetto della ottimizzazione delle componenti di incentivazione e sistema premiante.

Le altre spese amministrative, al netto dei tributi ed oneri relativi al sistema bancario ammontano a 41,6 milioni, in crescita del 4,4% rispetto al primo semestre del 2017.

Le rettifiche nette su attività materiali ed immateriali ammontano a 5,8 milioni, in crescita del +39,5% rispetto ai 4,1 milioni del primo semestre 2017.

Complessivamente gli oneri operativi sono pari a 97,8 milioni, in crescita del +2,2% rispetto ai 95,7 milioni del primo semestre 2017.

Le rettifiche nette su crediti verso clientela, comprensive delle perdite da cessione, sono pari a 17,1 milioni, in significativa diminuzione rispetto ai 21,2 milioni del primo semestre 2017. Le riprese nette su titoli e altre attività finanziarie al costo ammortizzato sono pari a +1,2 milioni e si confrontano con un dato negativo di – 4,5 milioni del primo semestre 2017.

Il cost/income ratio nel primo semestre 2018 è pari al 66,2%, rispetto al 64,5% del primo semestre 2017.

Gli accantonamenti netti al fondo rischi ed oneri sono pari a 4,0 milioni e sono connessi ad oneri di carattere non ricorrente.

Il risultato lordo dell’operatività corrente è pari a 24,7 milioni, in crescita del +44,3% rispetto ai 17,1 milioni del primo semestre 2017.

Nel semestre sono stati contabilizzati tributi ed oneri a carico delle banche in forza dei meccanismi di risoluzione europeo e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (DGS) per un importo di 7,9 milioni (5,3 milioni nel primo semestre 2017). Al netto dell’effetto fiscale tale onere risulta pari a 5,3 milioni.

Il risultato netto è pari a 15,3 milioni, dopo la contabilizzazione di imposte sul reddito per 4,1 milioni ed è in crescita del +37,8% rispetto al primo semestre 2017.


Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2018
La raccolta diretta al 30 giugno 2018 ammonta a 7.461,6 milioni ed evidenzia un incremento del +1,6% rispetto ai 7.341,7 milioni del 31 dicembre 2017. Nel confronto si registra una crescita del +6,6% dei conti correnti e depositi a vista della rete commerciale (6.013,1 milioni contro i 5.640,0 milioni di fine 2017). Prosegue inoltre il trend decrescente dei titoli obbligazionari e certificati di deposito emessi (-6,4% e -60,6 milioni) in linea con la politica finalizzata alla progressiva riduzione del costo del funding grazie alla riduzione delle forme di raccolta più onerose. In calo di -192,6 milioni i PCT e le altre forme di raccolta.

La raccolta indiretta cresce dello +0,6% a 2.856,3 milioni, nonostante un primo semestre particolarmente incerto. La raccolta amministrata è pari a 1.201,1 milioni, in calo rispetto ai 1.524,8 milioni di fine 2017. La flessione è imputabile sostanzialmente all’andamento negativo dei mercati che si è riflesso sul valore dei titoli in custodia.

La raccolta gestita è in crescita del 16,0% a 1.623,7 milioni, rispetto ai 1.400,0 milioni di fine 2017. Positivo anche l’andamento del comparto assicurativo, che registra un +22,1% a 663,1 milioni, rispetto ai 543,0 milioni di fine 2017.

Le attività finanziarie diverse dai crediti verso clientela e banche ammontano complessivamente a 2.206,2 milioni e sono in crescita del 5,3% rispetto ai 2.095,8 milioni del 31 dicembre 2017). In tale aggregato sono principalmente compresi i titoli di debito per 2.105,2 milioni, i titoli di capitale e le quote di OICR per 101,4 milioni e il fair value dei derivati per 0,9 milioni. Per effetto dell’introduzione dell’IFRS 9, sono ricompresi fra le attività finanziarie (per un importo pari a 61,3 milioni) anche i finanziamenti verso la clientela che devono essere obbligatoriamente valutati al fair value.

L’incremento complessivo rispetto alla fine del 2017 è imputabile alla crescita dei titoli di debito classificati nel portafoglio “Hold to Collect” (+57,4 milioni), “Hold to Collect & Sell” (+38,4 milioni) e “Trading” (+14,6 milioni). I titoli governativi sono complessivamente pari a 1.426,1 milioni (-62,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2017). In tale ambito prosegue la diversificazione, con il comparto dei titoli governativi italiani che è sceso al 96,3% del totale dei titoli governativi rispetto a dicembre 2017. Il peggioramento dello spread dei titoli governativi italiani ha comportato la riduzione delle riserve complessive lorde sui titoli del portafoglio Hold to Collect & Sell dai 5,2 milioni registrati al 31 dicembre 2017 ai 4,4 milioni circa del 30 giugno 2018.

I finanziamenti netti a clientela, comprensivi dei deteriorati, sono pari a 6.892,9 milioni. I finanziamenti in bonis netti a clientela crescono del +2,6% a 6.458,3 milioni, rispetto ai 6.293,7 milioni di fine 2017. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 434,7 milioni, in diminuzione del -19,9% rispetto ai 542,5 milioni del 31 dicembre 2017 ante IFRS 9. In particolare, i crediti in sofferenza sono pari a 240,7 milioni, in calo del – 15,44% rispetto a 284,7 milioni del 31 dicembre 2017 ante IFRS 9, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 3,5% (3,6% al 31 dicembre 2017), e un grado di copertura al 60,7% (60,0% a fine 2017). Le inadempienze probabili diminuiscono del 11,2% a 186,1 milioni da 209,6 milioni del dicembre 2017. I crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 7,9 milioni, rispetto a 9,3 milioni a fine 2017.

I crediti deteriorati lordi ammontano a 866,7 milioni, in calo del – 3,5% rispetto agli 898,0 milioni di fine 2017. In particolare, le sofferenze lorde sono pari a 611,9 milioni, contro i 614,9 milioni di fine 2017. Le inadempienze probabili lorde sono pari a 246,2 milioni, rispetto ai 273,0 milioni di fine 2017. Le posizioni scadute lorde sono pari a 8,6 milioni, rispetto ai 10,1 milioni di fine 2017.

L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attesta al 49,9%, in crescita rispetto al 48,2% del 31 dicembre 2017.

Il coverage ratio delle esposizioni in bonis è pari allo 1,1%, sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2017 (in significativo rafforzamento rispetto allo 0,8% di fine 2017 ante IFRS 9).

Al 30 giugno 2018, la struttura operativa di Volksbank si articola in 176 sportelli bancari e 1.345 persone.

Coefficienti prudenziali
I coefficienti patrimoniali stimati al 30 giugno 2018 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2018, tenendo conto dei 9,7 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre - risultano pari a:

  • 11,4% per il Common Equity Tier 1 ratio (11,9% al 1 gennaio 2018);
  • 11,4% per il Tier 1 ratio (11,9% al 1 gennaio 2018);
  • 13,0% per il Coefficiente patrimoniale totale (13,6% al primo gennaio 2018).

Tali ratios beneficiano dell’esercizio dell’opzione per l’applicazione integrale della disciplina transitoria introdotta dal nuovo articolo 473 bis del regolamento UE n. 575/2013, che dilaziona nel tempo l’impatto sui fondi propri derivante dall’applicazione del nuovo modello di impairment introdotto dal principio contabile IFRS 9. La stima dei requisiti prudenziali a regime (“fully phased”), applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2018 i parametri indicati a regime, risulta:

  • 10,5% per il Common Equity Tier 1 ratio (10,9% al 1 gennaio 2018);
  • 10,5% per il Tier 1 ratio (10,9% al primo gennaio 2018);
  • 12,1% per il coefficiente patrimoniale totale (12,7% al primo gennaio 2018).


Informativa sulla prima applicazione dei principi contabile IFRS 9 e IFRS 15
A partire dal 1° gennaio 2018 hanno trovato applicazione i nuovi principi contabili IFRS 9 e IFRS 15, che disciplinano rispettivamente il trattamento contabile degli strumenti finanziari e dei ricavi conseguenti ai servizi prestati alla clientela nell’ambito dell’ordinaria attività.

In occasione della predisposizione della Relazione Finanziaria Semestrale, oggetto di revisione contabile limitata da parte della società di revisione BDO S.p.A, sono stati quantificati in misura definitiva gli impatti relativi alla prima applicazione (di seguito anche “FTA – First Time Adoption”) dei suddetti principi.

Volksbank si è avvalsa della facoltà prevista nelle disposizioni transitorie di non riesporre i saldi di confronto.

Il principio contabile IFRS 9 ha determinato un effetto negativo sul patrimonio netto contabile pari a 44,1 milioni (60,9 milioni al lordo degli effetti fiscali) attribuibile ai seguenti effetti:

  • -38,4 milioni lordi a causa dell’incremento dei fondi rettificativi per l’applicazione del nuovo modello di impairment ai crediti deteriorati (esposizioni in sofferenza) basato sulle perdite attese che ha tenuto conto degli scenari di vendita definiti in coerenza con la strategia di gestione dei crediti deteriorati;
  • -19,3 milioni a causa dell’incremento dei fondi rettificativi a seguito dell’applicazione del nuovo modello di impairment, basato sulle perdite attese, alle esposizioni non deteriorate (classificate nello Stage 1 e nello Stage 2) rappresentate da finanziamenti e titoli di debito;
  •  -6,6 milioni a causa dell’incremento dei fondi del passivo collegati alla valutazione delle garanzie rilasciate e degli impegni ad erogare fondi sia irrevocabili che revocabili;
  • +3,4 milioni a seguito dell’applicazione delle nuove regole di classificazione e misurazione delle attività e delle passività finanziarie, esclusi gli impatti derivanti dal nuovo modello di calcolo delle perdite attese, come in precedenza illustrati;
  • +16,8 milioni per effetto della rilevazione di maggiori attività per imposte anticipate relative a perdite fiscali in corso di formazione a fronte della riduzione del patrimonio netto contabile più sopra illustrata.

Con riferimento ai ratio patrimoniali al 1 gennaio 2018 gli impatti sopra illustrati comportano una riduzione di circa 96 bps del CET 1 ratio fully phased che passa dal 11,9% - valore anteriore alla prima applicazione del nuovo standard - al 10,9%. Tali impatti non tengono conto dell’opzione già esercitata per l’applicazione integrale della disciplina transitoria introdotta dal nuovo articolo 473 bis del Regolamento UE n. 575/2013 che dilaziona (“phase in”) nel tempo l’impatto sui fondi propri derivante dall’applicazione del nuovo modello di impairment introdotto dal nuovo standard contabile.

Tale disciplina consente di includere nel CET1 una porzione dell’incremento subito dagli accantonamenti per perdite attese per i primi cinque esercizi (rispettivamente pari al 95%, all’85%, al 70%, al 50% e al 25% a partire dal 2018 fino al 2022). Dal 1 gennaio 2023 l’impatto derivante dalla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 sarà quindi pienamente riflesso nel computo dei fondi propri.

Tenendo conto della disciplina transitoria l’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 sul CET1 per tutto l’esercizio 2018 è positivo per circa +1 bps.

Il principio contabile IFRS 15 “Ricavi provenienti da contratti con i clienti” introduce un unico modello per la rilevazione di tutti i ricavi derivanti dai contratti stipulati con la clientela nell’ambito dell’attività ordinaria. In base alle analisi svolte è emerso che le modalità di riconoscimento dei ricavi introdotte dal nuovo principio contabile risultano sostanzialmente allineate con il previgente trattamento contabile e pertanto non sono emersi impatti significativi.

 

Ad integrazione delle informazioni riportate, si allegano i prospetti di Stato patrimoniale e di Conto economico riclassificati al 30 giugno 2018 confrontati con il periodo precedente. Sono inoltre riportati i prospetti di riconciliazione tra lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2017 IAS 39, riclassificato secondo le nuove regole previste dall’IFRS 9 e lo Stato patrimoniale al 1° gennaio 2018 IFRS 9. In tali prospetti i saldi contabili al 31 dicembre 2017, determinati ai sensi dello IAS 39 e classificati secondo le regole dello IFRS 9, sono rideterminati per effetto dell’applicazione delle nuove logiche di misurazione e impairment, al fine di pervenire ai saldi di apertura IFRS 9 compliant.


Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alberto Caltroni, dichiara, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 58/1998, che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

Il presente comunicato è disponibile sul sito www.volksbank.it e www.bancapopolare.it.

Download allegato contiene informazioni su:

  • STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO - ATTIVO
  • STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO - PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
  • CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO
  • RICONCILIAZIONE TRA LO STATO PATRIMONIALE AL 31 DICEMBRE 2017 (ESPOSTO SECONDO LE NUOVE REGOLE DI CLASSIFICAZIONE DELL’IFRS 9) E LO STATO PATRIMONIALE AL 1 GENNAIO 2018 (RIDETERMINATO SECONDO LE NUOVE REGOLE DI VALUTAZIONE ED IMPAIRMENT DELL’IFRS 9) ATTIVO

NOTE ILLUSTRATIVE
I dati patrimoniali ed economici al 30 giugno 2018, determinati in applicazione nuovo principio contabile IFRS 9, non sono pienamente comparabili con quelli riferibili ai periodi di raffronto in quanto questi ultimi sono stati determinati in applicazione del principio contabile internazionale IAS 39.

Come consentito dall’IFRS 1, i dati dei periodi precedenti non sono stati rideterminati con riferimento alla rilevazione e valutazione degli strumenti finanziari per tenere conto dell’introduzione dell’IFRS 9. Pertanto, i dati dei periodi precedenti al 1° semestre 2018 rispecchiano le prescrizioni e la valorizzazione del previgente IAS 39.

Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico sono riclassificati secondo criteri gestionali, al fine di consentire una più immediata lettura dei risultati. I prospetti riclassificati sono stati costruiti a partire dagli schemi di bilancio previsti dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262/2005, oggetto di aggiornamento in data 22 dicembre 2017 al fine di recepire i nuovi principi contabili IFRS 9 e IFRS 15.

Le voci dello Stato patrimoniale specificamente interessate dall’applicazione del principio contabile IFRS 9 sono state dettagliate per tipologia di strumento finanziario e controparte, al fine di dare evidenza del loro contributo alla situazione patrimoniale della Società, coerentemente alla rappresentazione storicamente fornita. Il prospetto riclassificato al 30 giugno 2018 riporta i valori comparativi al 1 gennaio 2018 riesposti in applicazione delle nuove regole di classificazione IFRS 9.

Con riferimento al prospetto di conto economico riclassificato, l’applicazione dell’IFRS 9 ha comportato principalmente una ridefinizione degli aggregati relativi al risultato netto finanziario ed alle rettifiche di valore per impairment, in funzione delle nuove categorie di strumenti finanziari e dei relativi criteri di misurazione. Di seguito si illustra il raccordo delle nuove voci rispetto allo schema del conto economico redatto in base alla Circolare di Banca d’Italia n. 262:

  • La voce “Dividendi e utili (perdite) delle partecipazioni valutate al P.N.” include il risultato delle voci “70. Dividendi e proventi simili” e “220. Utili (Perdite) delle partecipazioni”;
  • la voce “Risultato netto finanziario” include i risultati derivanti dalla valutazione o dal realizzo di tutti gli strumenti finanziari, ad eccezione del risultato delle partecipazioni e delle rettifiche per rischio di credito che sono oggetto di esposizione separata. In particolare, tale voce include il risultato netto dell’attività di negoziazione (voce 80), gli utili e le perdite da cessione o riacquisto (voce 100 (b) e (c)), ad eccezione del risultato connesso alla cessione di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (voce 100 (a)) e il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (voce 110);
  • la voce “Spese amministrative” coincide con la voce 160 (a) del conto economico “Spese amministrative: b) altre spese amministrative”, ad eccezione dei tributi ed oneri versati a sostegno del sistema bancario, riportati in voce specifica;
  • la voce “Rettifiche di valore nette su crediti verso clientela” include la voce 130 a) “Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato”, relativamente alla sola componente rappresentata dai crediti verso la clientela nonché il risultato economico derivante dalla cessione di crediti verso clientela di cui alla voce 100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato relativamente alla sola componente rappresentata da crediti verso clientela;
  • la voce “Rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie” è rappresentata dalle rettifiche sui titoli e sui finanziamenti verso banche classificati nei portafogli delle “Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato” (corrispondenti alla voce 130 b) “Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito di relativo a: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e alla restante componente della citata voce 130 a));
  • la voce “Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri” corrisponde alla voce 200 dello schema di conto economico previsto dalla Circolare di Banca d’Italia n. 262 e comprende gli accantonamenti per impegni e garanzie rilasciate;
  • la voce “Tributi ed oneri riguardanti il sistema bancario al netto delle imposte” si riferisce interamente ai tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario ed è esposta al netto delle imposte.

 

(*) A partire dal 1 gennaio 2018 la classificazione, misurazione, impairment ed hedge accounting degli strumenti finanziari sono disciplinate dal principio contabile IFRS 9, che ha sostituito il principio contabile IAS 39. Come espressamente consentito (IFRS 9 par. 7.2.15), Volksbank si è avvalsa della facoltà di non rideterminare i dati comparativi del bilancio di prima applicazione dell’IFRS 9. I dati comparativi dell’esercizio 2017 sono stati pertanto ricondotti nell’ambito delle voci contabili previste dai nuovi schemi ufficiali della Circolare 262, senza modifica dei relativi valori.

 

Pubblicato il 10/08/2018 alle ore 12:30